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I Sampietrini

I sampietrini sono la nostra prima collana, ora è in uscita il decimo numero. L’idea è nata da uno scherzo, ma ha una genesi abbastanza complicata. Nel 2005, sospinto dai miei amici, mi decisi a pubblicare un libro. Non avendo avuto risposta dalle case editrici importanti, mi decisi per una piccola casa editrice che però voleva essere pagata in anticipo. Decisi così, per racimolare la cifra necessaria, di vendere il libro prima di pubblicarlo. Fermavo la gente per strada o sui treni e gli proponevo il mio progetto. Lei mi da 5 euro e quando il libro è pronto gliene spedisco una copia. La cosa funzionò e riuscii in tal modo a vendere 50 copie di un libro che, di fatto, non esisteva. Non avevo nemmeno una copia campione da mostrare alle persone che importunavo. Con la partecipazione di qualche sponsor ottenni il resto della cifra, e mandai in stampa. La casa editrice fece il lavoro di una comune stamperia, non mise il codice ISBN e non pensò neppure lontanamente a una forma di promozione o distribuzione. L’esperienza con questa casa editrice mi deluse e mi fermai per un paio di anni.

Nel 2007, gli amici tornarono alla carica dicendomi che mi ero arreso alle prime difficoltà. Pungolato nell’orgoglio, misi in cantiere un secondo libro. Cercai case editrici, ma erano delle truffe belle e buone, dopo solo 3 giorni ricevevo immancabilmente il contratto in cui cedevo i diritti e mi veniva chiesto di pagare 3 o 4 mila euro per la pubblicazione. La distribuzione non c’era e la promozione era irrisoria. La cosa peggiore è che mi venivano spiegati i vantaggi economici dell’operazione: la casa editrice imponeva sulla copertina un prezzo alto di modo che se riuscivo a vendere tutte le copie, ci guadagnavo pure qualcosa. La qual cosa mi schifò. Questa è una truffa bella e buona, ai danni dell’autore prima e del lettore poi.

Però io sapevo di programmi di computer open source, come si dice, cioè liberi, dove chiunque ne fosse capace poteva contribuire al perfezionamento, senza accaparrarselo e tenendo il programma libero. Per me si doveva andare in quella direzione. Le copie del mio primo libro le avevo regalate a destra e a manca, perché alla fine non mi erano costate niente tra sponsor e quelli che io chiamavo gli acquirenti alla cieca. Io non ero assolutamente pratico di commercio. Le copie del mio primo libro erano 500, il costo era stato di 2500 euro, quindi per me faceva 5 euro a copia. Non avevo calcolato che tutto era già pagato e che quindi avrei potuto benissimo non mettere il costo di copertina, regalarlo. Avevo, anche se in buona fede, truffato delle persone.

Era ora di mettere a posto tutto. La casa editrice però non c’era, che fare allora? Ecco l’idea! Si poteva truffare il sistema, invece delle persone. Io e la mia compagna Nadia Zambelli ci inventammo una casa editrice, una casa editrice fasulla. Una casa editrice che pubblicava con licenza Copyleft, cioè senza diritti d’autore. Chiunque avrebbe potuto riprendere i testi, fotocopiarli, rimaneggiarli senza chiedere il permesso, purché non avesse fatto suo il testo e purché non ci facesse dei soldi lui, del lucro. Con poca spesa e molto lavoro riuscimmo a impaginare i cinque brevi racconti che avevo scritto per l’occasione e che avevo fatto leggere agli amici per sentire che ne pensavano. Trovammo una stamperia a buon mercato e mandammo in stampa.

Questo falso era fatto come un libro vero. Aveva un titolo, un editore (Gattogrigioeditore) e addirittura una collana, era nato il numero 1 dei Sampietrini.

In quei giorni apriva a Castiglione delle Stiviere la libreria M.R Libro di Marchesini Roberto, un ragazzo di Bologna arrivato nella nostra città con entusiasmo e disponibilità. Io, drogato di libri, non persi occasione di entrarci e di chiedere se mi faceva il favore di tenere qualche copia del Sampietrino numero uno, il mio, sullo scaffale. Roberto lo fece di buon grado.
Un paio di settimane dopo rientrai nella libreria e Roberto mi disse che un ragazzo aveva letto il mio libro e gli era piaciuto così tanto, anche nell’impostazione grafica, che mi chiedeva dove avessi trovato il contatto con questo fantomatico editore che pubblicava senza diritti d’autore. Incontrai il ragazzo, Ernesto Valerio, e gli spiegai che la casa editrice non esisteva, si trattava di uno scherzo. Intervenne quindi Roberto, il libraio, e disse: “non esiste ancora, mettetela in piedi, formate un’associazione culturale”.

Da qual memorabile incontro nacque la GATTOGRIGIO ASSOCIAZIONE CULTURALE, il 31 gennaio 2008, casualmente compleanno di Ernesto. Un anno dopo, il 31 gennaio 2009, avevamo pubblicato 10 libri di due collane diverse, I Sampietrini, la collana storica e Sovrapensiero, la collana di saggistica. E non abbiamo nessuna intenzione di fermarci.

I Sampietrini sono rimasti Copyleft e a guadagno zero, vale a dire che costano al lettore quanto sono costati a noi stamparli e pubblicarli. Ora costano 2.90 euro, mentre in origine costavano solo 2 euro. L’aumento di prezzo è dovuto ad aumenti dei costi fissi come la stampa e la carta, non dovuti a noi che lavoriamo sempre per la causa e quindi gratis. La seconda collana costa 4.90 euro, con una impostazione grafica diversa e un piccolo margine che ci aiuta per pagare le ristampe dei numeri esauriti e per altri costi di gestione, come il codice ISBN. All’inizio, l’idea era che i soldi della vendita di un numero (che poi vendita non è, ma è una semplice richiesta di contribuire alle spese) finanziassero la pubblicazione del numero successivo. Questo funzionava ed era anche interessante dal punto di vista etico: i soldi del mio libro, pagano il tuo. Ma ben presto ci ritrovammo a esaurire le scorte e le continue richieste ci imposero di ristampare i numero già editi. Entrambe le collane sono sotto licenza Copyleft e non costano nulla agli autori. Non tirano fuori una lira, ma si spera sempre che ci diano una mano nella promozione (della loro opera) e che contribuiscano a mandare avanti il progetto di una cultura libera. A volte succede, a volte no, gli scrittori e i poeti sono strani. Certi li devi andare a prendere per mano e una volta pubblicato il loro libro, ritornano nell’ombra e non si fanno più sentire. Altri, più entusiasti, entrano a tutti gli effetti nell’associazione.

I testi che ci arrivano per la pubblicazione cominciano a essere tantissimi, circa uno al giorno e non è facile scegliere cosa pubblicare. Ma facciamo così: dopo una prima scrematura in cui si cestina il peggio – cioè la maggior parte di quello che ci arriva – gli altri pezzi vengono spediti ai lettori in anteprima, noi del gruppo e qualche esterno come Simone Ghelli di Roma e Eleonora Matarrese di Milano. Quindi raccogliamo i pareri e quando un testo incontra il parere di quasi tutti, si fa l’editing con il contributo dell’autore e lo si pubblica.

Il caso dell’ultimo Sampietrino pubblicato, il nono, Prodigi, autore Lando, è emblematico. Arriva in libreria questa smilza cartella di poesie. Gli do una veloce occhiata e mi rendo conto che non è robaccia, lo leggiamo un po’ tutti e valutiamo che non è davvero male. Lo mando in giro e arrivano gli apprezzamenti dei lettori, si decide per la pubblicazione. Affidiamo l’edizione a Fabio Alessandria, il nostro esperto in poesia, e gli diciamo di contattare l’autore e di preparare con lui un’edizione accurata – ma qui si andava sul sicuro, conoscendo il perfezionismo di Fabio. E invece, sono cominciati i guai. Lando era misterioso, non si faceva vedere, non ha mai voluto rilasciare il suo cognome, era solo una voce al telefono. Ma le sue poesie valevano bene il vezzo del loro autore e con pazienza Fabio è riuscito a comporre una silloge veramente interessante e a produrre un ottimo libro.

L’edizione dei Sampietrini è curata da Nadia Zambelli che pensa ogni numero come se fosse un prodotto a sè, con un proprio carattere, con un’impaginazione ad hoc. Questo costa molta fatica e molto tempo, ma provate a confrontare i nostri libretti con la maggior parte dei libri che escono per la miriade di case editrici fondate sul lucro – che fanno pagare libri molo più poveri dei nostri anche 15 euro – e noterete immediatamente la differenza. Il più delle volte si tratta di prodotti standard, in formato A4, con pessima carta, nessuna selezione dei testi, e nessun editig. Queste cose le lasciamo ad altri.

Però la Gattogrigio oggi è molto di più. La seconda collana, Sovrapensiero, quella di saggistica, è curata da Luca Cremonesi, che si batte per la promozione di tutto il progetto e cura personalmente gli autori con pazienza maieutica. Si tratta per lo più di giovani studiosi a cui Luca insegna il mestiere di pubblicare un libro, liberandoli da tante stretture e preconcetti accademici.

Un altro progetto è curato da Claudio Chesini. Insegnare le lingue degli immigrati agli italiani. Sembrava una cosa completamente campata per aria, persino a noi che giochiamo a fare gli idealisti utopici, e invece la cosa funziona. Con la partecipazione di Arcidallò che ci ospita, abbiamo da poco attivato i corsi di Russo e di Portoghese con una buona affluenza e altri sono in partenza. In corso d’opera, si è deciso di affiancare corsi più tradizionali come Italiano per stranieri (gratuito) e Inglese primo e secondo livello. In apertura ci sono Arabo e Francese.

In cantiere abbiamo ora l’organizzazione di viaggi etici, appoggiandoci a un’agenzia riconosciuta e molto altro. Tutte attività fatte col dichiarato intento di trovare i fondi per promuovere una certa idea open source di cultura. La Gattogrigio Associazione Culturale è ormai diventata un logo che riunisce svariati progetti, non solo editoriali. All’interno vi trovano posto molte anime eterogenee tra loro, ma con in mente una società diversa, più diffusa in Inghilterra e nei paesi nordici che qui da noi, dove la libertà non sia solo un diritto, ma anche una reale possibilità sociale.

- Leonardo Tonini -

Nb. La Gattogrigio è aperta a tutti quelli che vogliono parteciparvi. I nostri libri si trovano ora a Bologna (da Leggerestrutture) e a Roma (Il Simposio).