
Titolo: Prodigi
Autore: Lando
Editore: Gattogrigioeditore
Data di Pubblicazione: 2009
Collana: I sampietrini
ISBN: 8896314097
ISBN-13: 9788896314098
Pagine: 86
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PRODIGI, Lando, poesia.
In redazione arriva davvero tanto materiale, per la gran parte raccolte di poesia. Ma molte di queste poesie non sono degne di questo nome.
Qualche mese fa, però, ci arriva questo insieme di fogli di un certo LANDO, senza cognome, senza indicazioni. Lo leggiamo, lo facciamo passare di mano in mano: è vera poesia, il tipo ci sa fare davvero!
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LA GATTA
Da quando si è sviluppata la Martina
girano intorno a casa
solo lucertole senza coda.
Anche se tra i sauri
può diventare una moda,
meno rapace e più virtuosa,
credo che tu debba restituirmi qualcosa.
8
Se un mattino di luglio
un uccello venisse a svegliarmi
piliccandomi le sopracciglia,
vorrei, per poterlo ringraziare,
covare sotto le palpebre
tre grani di miglio.
9
Ho preso circa diecimila volte
una risoluzione definitiva
tra il bene e il male.
Spero di essermi assicurato
da parte del mio Dio
il pieno riconoscimento
della semi-infermità mentale.
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Il problema è che non sappiamo chi sia l’autore, la persona che si fa chiamare Lando. Non sappiamo niente di lui, non lo abbiamo mai visto, nessuno lo consoce. Gli abbiamo parlato solo per telefono e non ha voluto rilasciare le sue generalità, nemmeno in sede di editing del libro.
Anzi, ha preteso e non è venuto a patti: o il libro si faceva come diceva lui, o si evitava di farlo. Una pretesa assurda per noi che ci mettevamo i soldi e il nome. Però, abbiamo ripreso in mano le sue poesie e ci siamo convinti di una cosa: è l’opera che fa l’autore, e non viceversa, e ad un vero artista si può perdonare qualche eccentricità.
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Recensione a cura di Alessandra Di Gregorio, redatta per Scrittura Informa.
I versi di Lando ci riportano indietro di diversi decenni, quando all’epoca del periodo a cavallo tra le due Guerre, l’Italia era ancora – e pienamente – un popolo di Santi, Poeti e Navigatori. Ovviamente in questa sede ci interessano di più i Poeti e ci troviamo quasi in soggezione a dover fare una doverosa ammissione – che, lungi dal voler celebrare in maniera fine a se stessa il volumetto di Gattogrigio Editore, mira ad una considerazione fugace, relativamente all’annosa domanda “ma che fine hanno fatto i poeti italiani?” – riguardo all’arte poetica praticata da questo oscuro – quanto a natali, dati anagrafici o altro – poeta contemporaneo.
Lando è poeta del verso pieno e rapido all’italiana. La sua superiorità si esplica in un dettato essenziale, colloquiale, quotidiano, realistico. Gli afflati lirici vengono offuscati volontariamente dal tracciato morbido ma strutturato. La tematica amorosa si abbraccia alla satira mordace, una ironia che strappa sorrisi, uno sguardo all’esistenza e particolarmente alle donne – o alla donna – di cui canta le forme mescendo sentimentalismo e atto pratico.
In sede introduttiva Lando viene accostato all’ultimo Montale e noi, in sede di rielaborazione del pensiero post lettura, non possiamo che trovarci in accordo con Fabio Alessandria.
Alessandra Di Gregorio